Siediti e pensa con le mani
con i lacci delle scarpe, che non tocchi mai.
Annusa l’aria e fermati, svuota il sacco, sai che l’appiglio è fragile
Le vite altrui, cornice dell’inganno
mutano veloci e tu resti senza fiato - immobile, nel mondo.
Sentire l’altro non è sentire gli altri,
non è assoluto, è un cammino complicato
accogliere senza dare battaglia
con idee vaghe.
Siediti, assaggia un frutto
come se fosse estate.
Non è rincorsa, è stare.
Il colore ha un suo gusto, fatto in due.